Spesso, soprattutto nei principianti con arco nudo o olimpico, si riscontrano problematiche dovute a un eccesso di vibrazioni dell’arco.
Queste vibrazioni, alla lunga, tendono a svitare varie parti dell’attrezzatura e possono potenzialmente arrecare danni articolari, soprattutto se l’arciere non ha ancora imparato a “lasciare l’arco”.
Partiamo da alcuni dati di fatto: l’arco non può non vibrare.
L’unica cosa che possiamo fare è ridurre l’ampiezza e la durata delle vibrazioni e trovare escamotage per subirne il meno possibile le conseguenze.
Le vibrazioni vengono dai flettenti. I flettenti, in un arco, sono la parte che compie il maggiore lavoro meccanico e, se non ben tarati, possono generare per risonanza una quantità di vibrazioni di vario genere.
Tipi di vibrazioni
Possiamo distinguere due tipi di vibrazioni in un arco ricurvo:
- Vibrazioni con maggiore ampiezza e bassa frequenza.
- Vibrazioni ad alta frequenza.
Entrambe sono fastidiose e possono causare sviamenti di varie parti dell’arco, ma le due tipologie di vibrazioni hanno origini diverse.
Le vibrazioni a bassa frequenza sono generate principalmente dalla chiusura asincrona dei flettenti. Quando i due flettenti non chiudono contemporaneamente, continuano ad oscillare avanti e indietro, aumentando l’ampiezza e la durata delle vibrazioni a bassa frequenza.
Le vibrazioni ad alta frequenza sono determinate principalmente dalle oscillazioni delle punte dei flettenti, il cosiddetto “ricciolo”. La curva del ricciolo varia in relazione alla forma del flettente, al carico sul riser e alla lunghezza della corda. Quando il ricciolo rimane troppo chiuso, la punta del flettente punterà più in avanti che verso l’alto, aumentando l’inerzia meccanica e di conseguenza la durata della fase vibrante.
Come intervenire
Bassa frequenza
Per ridurre al minimo le vibrazioni, dobbiamo prima ridurre al minimo le vibrazioni a bassa frequenza, poiché queste incidono anche sull’amplificazione di quelle ad alta frequenza.
Non esistono parametri fissi e inviolabili a cui attenersi, poiché la ricerca del giusto “tiller” (differenza di carico tra il flettente superiore e inferiore per sincronizzare la chiusura dei flettenti) è strettamente legata alle caratteristiche della tecnica di tiro.
Di conseguenza, una differenza di tiller che vada bene per tutte le tecniche di tiro, arco nudo o olimpico, e per tutti gli arcieri è una mera illusione.
Tipicamente, in tutti i manuali di tiro con l’arco, si identificano range di funzionamento piuttosto ampi che vanno da 1/4 di pollice positivo fino a 1/4 di pollice negativo. Questi range danno solo dei limiti, ma in realtà, tra queste due misure, c’è un’ampia differenza entro cui fare la ricerca.
Per trovare la situazione migliore, occorre un certo grado di sensibilità e pazienza. Esistono sensori da montare sull’arco che possono dare parametri oggettivi su cui fare affidamento. Il mio consiglio empirico è quello di partire da un tiller zero e provare i due estremi, 1/4 negativo e 1/4 positivo, scegliendo la direzione in cui l’arco lavora meglio.
Scelto il lato in cui muoversi, possiamo ridurre la differenza a 1/8 e vedere se la situazione migliora ulteriormente, e così via, fino a trovare la situazione migliore possibile.
P.S. Ad ogni variazione di tiller, il punto di incocco va spostato per riportarlo in una posizione standard. In questa fase di prove, ti consiglio di utilizzare del nastro adesivo in modo da poterlo regolare facilmente.
Alta frequenza
Una volta migliorata la situazione per quanto riguarda le vibrazioni a bassa frequenza, possiamo vedere come migliorare le vibrazioni ad alta frequenza.
Come descritto in precedenza, le vibrazioni ad alta frequenza dipendono principalmente da un’eccessiva oscillazione della parte terminale del flettente, detto ricciolo.
Anche in questo caso, le case costruttrici danno un range di Brace (distanza arco corda) per le varie misure di flettenti.
Queste sono puramente indicative e non tengono conto, nella maggior parte dei casi, di differenze che ci possono essere nelle forme dei riser. Comunque, su questo parametro, mi sento di poter dire che se il tuo arco vibra ad alta frequenza, un brace più alto è meglio di un brace più basso.
Quindi procederei dando giri alla corda fino a ottenere una riduzione delle vibrazioni, sempre rimanendo all’interno del range suggerito dal costruttore.
P.S. Anche in questo caso, ad ogni variazione del brace corrisponde una piccola variazione di punto di incocco, quindi lavorando con il nastro adesivo si possono riportare i parametri di incocco in posizione standard.
Ultime rifiniture
Una volta risolti questi due macro problemi, potrebbero rimanere una quantità di vibrazioni residue che possono essere risolte con accessori di vario tipo.
Partendo sempre dall’origine delle vibrazioni, cioè i flettenti, potremmo applicare smorzatori in gomma direttamente sui flettenti. Questi, aumentando la massa del flettente e contro-oscillando in fase di chiusura, riducono una parte delle vibrazioni direttamente dove nascono. Soluzione valida sia per l’olimpico che per l’arco nudo.
Per gli archi nudi, ora finalmente è possibile applicare smorzatori in gomma con peso addizionale al riser. Il posto migliore dove applicarli per ridurre le vibrazioni è nelle due filettature anteriori vicine alle boccole di precarica.
Per l’arco olimpico dotato di stabilizzazione, sicuramente aggiungere uno smorzatore sulla punta dello stabilizzatore con la giusta quantità di pesi in contro-oscillazione permette di ridurre sensibilmente le vibrazioni di ritorno dovute allo shock del tiro.
Gli smorsatori sulle astine fanno qualcosa ma sono molto meno performanti a livello di riduzione delle vibrazioni.
In conclusione
Prima di aggiungere smorzatori che di fatto nascondono le vibrazioni, dovremmo cercare di ridurre al minimo le vibrazioni lì dove esse si formano, cioè dalla ricerca del miglior tiller e del miglior brace per il sistema complesso costituito dal nostro arco e dalla nostra tecnica di tiro.
Spero di essere stato utile.



